Perché la guerra? Psicoanalisi per la pace! – V Congresso Internazionale APRE, 3-5- novembre 2011, Camera dei Deputati

BROCHURE IV CONGRESSO APRE 2011  –  MANIFESTO

Come affrontano i propri conflitti gli individui, le organizzazioni, le società e i governi? Le dinamiche e la psicopatologia del comportamento individuale e dei grandi gruppi, compresi i conflitti tra nazioni, saranno oggetto di riflessioni dal vertice psicoanalitico e gruppoanalitico, con focalizzazione su ciò che muove al fondamentalismo religioso, al terrorismo, alla xenofobia e alla distruttività umana; tratteremo anche della  trasmissione transgenerazionale riguardo agli orrori della guerra, dei traumi e lutti irrisolti, di ciò che anima a rivalità, vendette, odi razziali, al fine di comprenderne l’eziologia psicodinamica, inconscia, per proporre percorsi psico-socio-politici sostenibili per l’elaborazione dei conflitti e la riconciliazione. Una visione da altro vertice del “perché la guerra”, nella speranza di ottenere che le acquisizioni relative alla psiche umana possano essere tradotte in politiche e azioni sociali di prevenzione e “riparazione” più efficaci.

Verranno presentate indagini, analisi e discussioni sulle questioni e sui processi psicodinamici inerenti alla “costruzione del nemico” e al “bisogno del fare alla guerra”, che riguardano a tutti gli individui e tutti i gruppi, senza differenze di etnia, politica e cultura. Dobbiamo accrescere la nostra conoscenza sugli effetti prodotti da questioni globali come le situazioni traumatiche, la povertà, la fame, il terrorismo, i disastri naturali, le migrazioni di massa, attivanti dinamiche patogenetiche tra  perdita d’identità e globalizzazione.

Ci sarà la testimonianza toccante di discendenti (che verranno da Berlino e Boston) di nazisti e deportati nei campi di concentramento – con presentazione di un’esperienza di focus-group portata avanti in diverse nazioni – per evidenziare ciò che accade nella trasmissione di tali “segreti mostruosi” attraverso le generazioni e la necessità di andare “alla ricerca delle in-formazioni perdute” (come recita il titolo del volume sul transgenerazionale, a cura di F. Pergola, con capitoli scritti da gran parte dei relatori al congresso) affinché l’inespresso non generi ulteriore patologia individuale e gruppale. Una tavola rotonda conclusiva ci focalizzerà sul conflitto medio-orientale.

Scopo precipuo è: contribuire alla costituzione di una Cultura della Pace, indicando i percorsi psicodinamici che possono attivare il processo di riconciliazione e di “riparazione”, affinché, nell’eterna lotta con Thanatos, possa vincere Eros.